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lunedì 26 settembre 2016

Empties aka il "Lo ricompro o no?" Giugno-Settembre '16

Hey, forse sono in tempo!

Ecco i terminati del periodo: chi sará promosso e chi bocciato?



Rituals Good Luck Scrub
Parte di un set di prodotti del marchio, questo scrub era ottimo: grani fini immersi in una base oleosa che non seccava o irritava la pelle. Buono, lo ricomprerei!

JOICO Curl Refreshed Reanimating Mist
Ne ho parlato nel post sui ricci. È il prodotto della linea che finisco piú in fretta perché lo uso ogni giorno per ravvivare i boccoli. Ne ho sempre di scorta!

JOICO Curl Controlling Anti-frizz Styler
Altro must have, lo mischio al latte prima dell'asciugatura per avere boccoli definiti ma leggeri. Anche questo sempre di scorta.

l'Oréal True Match Super Blendable Powder
Una cipria che avevo aperta dal 1500 (infatti credo ora abbia un packaging differente) ma ho terminato solo ora. In realtá una buonissima cipria, molto fine, vellutante, leggermente coprente quindi perfetta per uniformare l'incarnato anche da sola. Dotata di spugnetta in lattice molto buona. La ricomprerei volentieri!

Garnier Express 2in1 Waterproof Makeup Remover
Niente, questo riappare spesso. Semplicemente perché è il bifasico piú buono che conosco. Lo ricompro in continuazione, spesso in offerta perché un po' troppo costoso per il volume di prodotto. Ma ne vale la pena.

Bourjois CC Eye Cream
Presa insieme alla CC cream viso, è una di quelle penne illuminanti per il contorno occhi, leggera e non del tutto coprente come un correttore.
Usata sporadicamente per illuminare gli angoli dell'occhio o da sola su tutta la zona perioculare nei giorni di grazia divina, era molto buona e molto clemente anche sulla pelle segnata. Ora ne sento la mancanza e credo la ricompreró! :)

ELF Contouring Blush & Bronzing Powder
Acquisto di taaaanti anni fa, era un buonissimo duo, che rimane uno dei prodotti che piú consiglio del marchio (vedi qui). Il blush l'ho usato un sacco, il bronzer non è un cosmetico molto importante nella mia routine, ma il duo ha preso la via del cestino perché ormai distrutto e vecchio.

Palmer's Coconut Oil Hand Cream
LA VITA!!
Presa da Boots, attirata da quel Coconut Oil, per poche sterline, mi sono ritrovata con la crema mani definitiva.
Tanto che, appena ritrovata in una profumeria in Estonia, ne ho preso altre 3 confezioni di scorta e non intendo fermarmi.
Assolutamente consigliata a chi lotta con la secchezza delle mani!

Nabla Brow Divine Neptune
Buonissima matita, un pelino poco scrivente e chiara per me, andava costruita, ma l'effetto era naturale, per niente ceroso e la durata era ottima quindi l'ho consumata con piacere.
Il problema è che la mina va via come il pane e, per la legge di Murphy, ti finisce il prodotto nel bel mezzo di un makeup!
Bon, da comprare sempre in multipli di due perché cosí c'è sempre il back up! :)
Credo vorró provare un colore diverso (Jupiter?)

Mario Badescu Glycolic Foaming Cleanser
Parte di una Beauty Box, adoro il concetto degli acidi esfolianti (io e la mia maschera REN all'acido glicolico ci amiamo sempre tanto), ma purtroppo questo detergente è un filino troppo aggressivo per la mia pelle sensibile e secca. Dopo alcuni utilizzi ho deciso che non fa per me. Ma se doveste essere incuriosite, penso sia un buon prodotto per pelli più "resistenti"

Fitocose Crema alla Rosa per contorno occhi
Un contorno occhi bello ricco, da notte. Ne avevo consumata una confezione in passato, ma non sono riuscita a finire questa prima che passassero quei 20mila mesi dopo l'apertura, che me l'hanno alla fine fatta buttare.
Buona, la consiglio a chi cerca il bio e prodotti non troppo costosi.
Io al momento la tradisco per la miracolosa Kiehl's all'avocado!


E siamo in pari con i mesi, ALLELUJAH!!

Abbiamo qualche prodotto promosso in comune?
Qualche meh?

Fatemi sapere

xx

venerdì 24 giugno 2016

HAIR BASICS #2 - i colori professionali per capelli

Ciao cuties,
Come promesso, dopo l'introduzione chilometrica alla "scienza pilifera" e agli ingredienti per la ricostruzione e la cura, ecco la seconda parte, dedicata ai segreti delle colorazioni per capelli.

Non so bene da dove cominciare, ma lo scopo di questo post sarebbe quello di sfatare qualche mito o rivelare qualche dettaglio magari poco noto.

Partiamo da qui:

Colorazione permanente/demi-permanente

Quelli che da ragazzina chiamavo gli "shampoo colorati" che si trovano al supermercato sono DEMIPERMANENTI, cioé colorano solo la superficie del capello e scaricano all'incirca dopo una quindicina di shampoo. Sono comunque colorazioni ossidative, e le riconoscete dal fatto che nella scatola trovate due flaconi da miscelare: uno di essi è il perossido d'idrogeno (acqua ossigenata) a basso volume, per lo sviluppo dei pigmenti.
Quindi quando andate da un professionista per fare il colore, ricordate di specificare se avete fatto un colore a casa, perché anche se pensate che i pigmenti siano spariti, in realtá i vostri capelli potrebbero ancora avere del colore e influenzare la resa del servizio in salone, se non opportunamente rimossi prima.
I demipermanenti possono solo agire tono su tono o scurire 1-2 toni. Non possono schiarire i capelli.
Agiscono a pH neutri, sono privi di alcalinizzanti e causano pochissimo danno al capello.

Quelli PERMANENTI sono le colorazioni che utilizzano volumi piú alti di perossido (da 10 vol in su) e necessariamente un ambiente alcalino. Questi due aspetti sono necessari perché il capello venga penetrato fino in fondo e i pigmenti si sviluppino per bene all'interno della corteccia, in modo che la colorazione "non scappi".
Con colori permanenti intendo quelli che si fanno a casa o dal parrucchiere per: coprire i capelli bianchi, scurire o schiarire il colore naturale o cambiarlo drasticamente.
A differenza dei demipermanenti, causano maggior danno alla cheratina (per la presenza di processi ossidativi piú forti), ma sono gli unici che sono in grado di schiarire il capello.


Colori permamenti chimici vs. naturali

Piccola precisazione: sono poco esperta di colorazioni naturali. Lavoro con colorazioni professionali, quindi necessariamente chimiche.

Tre ingredienti sono necessari per la colorazione permanente professionale (ivi compresa la schiaritura della melanina naturale dei capelli) del capello:
  1. Un alcalinizzante: la colorazione permanente avviene in ambiente alcalino (basico) intorno a pH 9.5. È necessario per la penetrazione dei pigmenti oltre lo strato delle cuticole e fornisce l'ambiente in cui l'ossidante puó agire.
  2. Un ossidante: ha due funzioni, decolora al melanina naturale e sviluppa i pigmenti artificiali del colore, che restano "intrappolati" nella corteccia in modo permanente.
  3. Pigmenti: ovviamente! Ne esistono decine: reagendo tra di loro, formano molecole cromofore, quindi che apportano una certa colorazione. Miscelate tra di loro ci danno tutte le varianti di colori che vogliamo. Ne esistono di piú opache e di piú riflettenti e il loro mix dona coprenza o lucentezza al colore finale.

L'alcalinizzante e i pigmenti sono contenuti nel tubo di colore. L'ossidante (il perossido) è contenuto in una bottiglia. Vanno mischiati immediatamente prima di iniziare la colorazione, perché il processo inizia subito.

L'alcalinizzante piú comunemente usato in colorazione permanente è l'ammoniaca.
Ne basta pochissima per raggiungere il pH necessario, non resta nel capello, ma evapora subito dopo aver agito (e quindi raggiunge il nostro naso e la sentiamo!), è completamente sicura perché naturalmente presente nel nostro organismo.
Gli aspetti negativi dell'ammoniaca sono principalmente due: il forte odore, che puó risultare irritante per naso e occhi, e il potere disidratante, che puó causare secchezza della cute, con prurito, etc.
NON ESISTE ALLERGIA ALL'AMMONIACA!
Ripeto, è presente nel nostro corpo. La reazione che puó scatenare in soggetti con pelli particolarmente sensibili è una dermatite da contatto, per la motivazione che ho indicato qui sopra.
Colorazioni a basso contenuto di ammoniaca, specie se formulate anche con ingredienti protettivi e calmanti, sono generalmente ben tollerate.

Da qualche anno, una forte campagna di marketing ha costruito un'aura molto negativa attorno alle colorazioni con ammoniaca, per cui una grande fetta di pubblico ha improvvisamente ritenuto di essere allergica. Sono nate diverse colorazioni "ammonia-free", che hanno riscosso successi variabili. Solitamente, visto che come ho detto l'alcalinizzante è necessario all'azione permanente della colorazione, si è sostituita l'ammoniaca con una molecola simile, la monoetanolamina, o MEA, meno efficace dell'ammoniaca (quindi ne serve di piú!) e inodore.
Non mi dilungo sulle differenze tra le due, ma tengo a precisare che secondo diverse comparazioni, l'MEA si è dimostrata poco efficace come sostituto, ha dato risultati inaspettati sul colore finale e, non essendo volatile come l'ammoniaca, risulta piú difficile da rimuovere dai capelli se non con uno shampoo specifico. Il "danno" ai capelli è identico, perché comunque necessario alla colorazione permanente.
La moda dei colori ammonia-free sta un po' scemando e fortunatamente una buona formazione dei professionisti sta riportando l'attenzione sulla non tossicitá dell'ammoniaca ai livelli di esposizione dei servizi di colorazione professionale.
Insomma, a parte l'odore non proprio invitante, l'ammoniaca è la molecola al momento piú sicura, conosciuta e testata che abbiamo.

Colorazioni naturali
Molte persone si trovano bene nel colorare i capelli con l'henné. Si tratta di una polvere ricavata dalle foglie di Lawsonia, che contiene pigmenti sul rosso-bruno con alta affinitá per il capello, in grado di "macchiarlo"permanentemente o quasi. A seconda della miscela/posa e della base di partenza, possono conferire leggere riflessature o una vera e propria copertura (tono su tono o piú scura, mai piú chiara, su capello naturale) quando si ripete l'applicazione.
L'henné puro e originale è rosso. Quello nero è dato da miscele con altre erbe.
Bisogna stare molto attenti con queste miscele e affidarsi a rivenditori seri di polveri, perché possono essere addizionate di altri componenti (compresi coloranti chimici ad altissimo potere allergenico) e sali metallici. Rimuoverle dai capelli non è semplice e se sono presenti sali metallici, possono letteralmente bruciare i capelli in presenza di ossidanti.
La peculiaritá dell'henné è che i pigmenti vengono rilasciati in ambiente acido o neutro e per questo le polveri si mescolano (anche diverse ore prima) con sostanze acide come il succo di limone o di vari frutti, aceto, thé, etc.
Sembra anche che l'henné (e altre erbe come l'amla) abbia proprietá rinforzanti e condizionanti sul capello: non ho trovato articoli scientifici indipendenti che lo attestino, ma solo tanti blog che ne parlano. Non so dare una risposta concreta, ma una ragione potrebbe essere l'abilitá dell'henné di legare le catene di cheratina, comprese quelle delle cuticole danneggiate, dando cosí una sorta di rinforzo a capelli altrimenti fragili. Si tratterebbe di ponti artificiali, non di vera cheratina, ma comunque di una certa protezione contro la rottura del capello. Inoltre, renderebbe la cuticole piú lisce e riflettenti (anche grazie all'uso di liquidi acidi), contribuendo all'effetto lucidante e condizionante.

L'uso dell'henné è giustificato quando si vogliano semplicemente ottenere riflessi rossi (o piú freddi e cupi grazie alle miscele) e non si voglia, per qualsiasi ragione, ricorrere a colori chimici. Quando peró si vogliono coprire i capelli bianchi, l'henné richiede parecchia pazienza e non garantisce sempre ottimi risultati. Di solito si tratta di un gray blending piú che di una copertura. Riempire un capello completamente privo di pigmenti con l'henné richiede diverse applicazioni e spesso una ripigmentazione, specie se si cerca un colore scuro.

Per questo chi desidera una copertura ottimale del bianco, solitamente ricorre a colori ossidativi (quelli chimici)
Idem quando si cercano schiariture, sia colpi di sole che su tutta la testa.


Schiaritura/Decolorazione (bleaching)

Per schiarire i capelli naturali, è necessario ossidare la naturale melanina, che diventa trasparente.
Il capello naturalmente possiede diversi tipi di melanina, che conferiscono colore marrone-nero o rosso-giallo: la combinazione dei diversi tipi di melanina conferisce la colorazione naturale dei nostri capelli, dal castano piú scuro al biondo piú chiaro. Ovviamente, piú scuro è il capello, piú sará presente la melanina marrone-nera e viceversa.
Per schiarire una testa castana scura, ci vorrá piú "forza"che per schiarire una testa bionda o rossa.
Ció che serve, come dicevo sopra, è una colorazione permanente chimica, contentente un alcalinizzante e un ossidante. A seconda della combinazione e della quantitá dei due, si possono normalmente schiarire in un solo colpo i capelli naturali fino a 4-5 toni.

Se peró i capelli non sono vergini, cioé sono stati colorati precedentemente sia con colori permanenti che demipermanenti o semipermanenti, contengono pigmenti artificiali oltre che la melanina naturale, per schiarirli non basta il perossido di idrogeno delle normali colorazioni, ma si devono usare i decoloranti, a base di persolfati.
I decoloranti sono anche necessari se vogliamo schiarire i nostri capelli naturali di piú di 4 toni, ad esempio per farci bionde o per avere colori fashion (i cosiddetti SEMIPERMANENTI, o pigmenti diretti, senza bisogno di ossigeno)
Quando io ho avuto le punte magenta, prima di applicare il colore, ho dovuto decolorare le mie chiome castane (livello 3) fino ad un livello 8-9, biondo, perché il colore si vedesse.
Allego foto di dubbio gusto del processo

Capelli decolorati fino ad un orribile livello 8-9 giallo banana!

Colore Semipermanente Magenta applicato sopra 
I decoloranti sono quindi in grado di ossidare tutti i pigmenti all'interno della corteccia e sono i prodotti piú potenti che possiamo usare per cambiare i nostri capelli: ovviamente sono anche quelli che daranno maggior danno alla cheratina, che risente anche lei dei processi ossidativi coinvolti con la schiaritura.
Ecco che torniamo quindi a bomba sul discorso introdotto nel post precedente:
chi sceglie di cambiare drasticamente i propri capelli, quindi di usare prodotti appositi, benché sicuri dal punto di vista cosmetico, per farli molto piú chiari, per seguire le mode con colori fashion (tipo il grigio granny, che è difficilissimo e laborioso da ottenere e mantenere), ma anche solo per coprire i capelli bianchi in modo professionale, avrá sempre a che fare in certa misura con danni chimici ai capelli.
Ecco che entra in gioco la consapevolezza che certi cambiamenti comportano certe responsabilitá: usare prodotti per la cura specifici e affidarsi periodicamente e con regolaritá al parrucchiere è il modo per mantenere una buona salute del capello, anche quando cosí messo alla prova.
Non basta piú usare olio di cocco o altre soluzioni che agiscano sull'idratazione del capello, perché il danno piú urgente è quello interno.

Bon, spero di essermi spiegata bene e di non aver annoiato troppo.
Se ci sono passaggi poco chiari o dubbi, vi prego di farmelo sapere con un commento.

Intanto vi bacio
MMMMUAH!




NB. Durante tutto il post, ho descritto fenomeni noti nell'ambiente e ingredienti efficaci e/o comuni, tenendomi sul generico e quindi non nominando nessun prodotto in particolare, ma se siete interessate a sapere piú in dettaglio cosa consiglio per ogni tipologia di capello (capello secco, capello danneggiato, capello colorato e danneggiato, capello fine senza corpo e volume, capello riccio), ovviamente del marchio che conosco meglio, chiedetemi pure.

giovedì 23 giugno 2016

HAIR BASICS #1 - come scegliere i prodotti per i propri capelli

Buongiorno cuties!
Ispirata dalle risposte positive che ho avuto con il post sui miei ricci, mi sono decisa a scrivere un post un po' piú generico sui capelli e la loro cura, il cui fine è puramente divulgativo, come sempre.
Intendo dire che ho acquisito alcune nozioni nel campo e mi piacerebbe parlarvene, nel caso foste alla ricerca di informazioni ed ispirazione.


Forse non è necessaria, ma mi sembra utile fare una piccola premessa:
Cura dei capelli: meglio naturale o sintetico?
La questione è, come quasi sempre, soggettiva.
Partendo dal presupposto che c'è del buono/sano/sicuro in entrambi i mondi e che la questione sul far bene o far male non dipende assolutamente dall'origine vegetale o sintetica dell'ingrediente quanto dalle sue proprietá e da quelle del capello, io trovo benefici da entrambe le parti.
Ma io ho un capello sano e quindi poco esigente! Quindi continuo a suggerire impacchi all'olio di cocco, come un toccasana per capelli secchi.
Quando peró il gioco si fa duro, e parliamo quindi di capelli trattati/danneggiati, spesso l'unica soluzione è affidarsi a prodotti creati ad hoc (in laboratorio, perché per ora non crescono sugli alberi) e vi spiego perché in questo post.
Inoltre, per chi si affida agli ambigui "biodizionari" e vede pallini rossi e cancerogenicitá dappertutto, vorrei ricordare che la tossicitá di un ingrediente viene valutata a dosi massicce e per esposizione prolungata (anche lo zucchero è tossico se ne ingurgitiamo una tonnellata in breve tempo), mentre per i prodotti per capelli, la penetrazione cutanea è pressoché inesistente, mentre dal capello non assorbiamo niente che vada a finire nel circolo sanguigno.
Quindi, ecco, come sempre io sono molto pragmatica e credo che basti ragionare con criterio.
(premetto anche che sto parlando di tossicitá e sicurezza per uso umano e in questo contesto non tratto di biodegradabilitá e sicurezza ambientale)

La voglia di scriverne viene anche dal fatto che ho da poco visto un video di una youtuber che seguo e un post di una blogger che amo, ed entrambe hanno scelto di cambiare colore, passando per la decolorazione.
Quello che tutti sanno è che la decolorazione danneggia i capelli; quello che non tutti sanno e che sembra venire spesso frainteso è che il capello danneggiato è diverso dal capello secco, quindi fare maschere nutrienti/idratanti non è la soluzione.

Quindi, ecco, spero sia utile.
Partiamo dalle basi:

IL CAPELLO

Il capello è una struttura fibrosa formata da cellule cheratinizzate.
Finché il capello è dentro il follicolo, è in ambiente acquoso, quindi le cellule sono belle cicciose e morbidose (termini tecnici!) e in grado si scambiare nutrienti con l'ambiente esterno, come ogni nostra cellula viva.
Quando il capello esce dal follicolo nella sua forma finale, le cellule perdono l'acqua, in pratica si seccano e diventano dure, piatte e meno permeabili. Praticamente sono cellule morte.
La composizione finale del capello è approssimativamente questa:
  • 80-85 % proteina (cheratina)
  • 10-15% acqua
  • 5 % lipidi, minerali, pigmenti, carboidrati.
Essendo appunto cellule non viventi, non possono piú ricevere nutrimento dal flusso sanguigno, quindi non possiamo influenzarne la salute se non dall'esterno.

NOTA: prendere integratori per la crescita dei capelli, avere una dieta sana ed equilibrata, etc, sono tutte cose utili e consigliate, ma andranno ad influire sui capelli in formazione, non su quelli giá "fuori".

Se il capello, per una qualsiasi ragione, perde l'acqua, i lipidi e le proteine, l'unica cosa possibile è reintegrare questi elementi tramite l'applicazione di prodotti per uso esterno.

Tagliando un capello trasversalmente, si riconoscono principalmente 3 parti:
  1. la Medulla: la parte piú interna, cava, disorganizzata, non ha alcuna funzione nota.
  2. la Corteccia: la parta intermedia, la piú voluminosa e la vera responsabile della forza del capello.
  3. le Cuticole: le cellule piú esterne, che proteggono il capello, sono organizzate in piú strati di cellule sovrapposte come tegole, tutte nella stessa direzione, sono in grado di riarrangiarsi quando il capello si gonfia in presenza di acqua, o in risposta all'esposizione a diversi pH. Questa caratteristica è importante quando si parla di colorazione, ma anche di styling. Vedremo dopo.
    Sono le piú secche e le prime a danneggiarsi, essendo le piú esposte. Non sono propriamente responsabili della forza, quanto dell'aspetto e della protezione del capello. Sopra le cuticole si trova uno strato di lipidi (acidi grassi) che aiutano a respingere l'acqua e rendere il capello riflettente.
La Cheratina, quindi, è il componente principale del capello: è una proteina fibrosa, rigida, che conferisce la forza meccanica al capello. Le fibre di cheratina sono tantissime, organizzate parallelamente in gruppi lungo il fusto del capello, e legate tra di loro tramite legami disolfuro (S-S).
Il capello ha naturalmente una certa elasticitá: se prendete un singolo capello sano e lo tirate gentilmente, sará in grado di allungarsi leggermente e poi tornare alla lunghezza iniziale, senza rompersi.


DANNI

Il capello, dal momento in cui fuoriesce dal follicolo, è esposto a danni.
Il danno puó riguardare la perdita di acqua, se la naturale barriera idrolipidica è compromessa o naturalmente poco consistente, quello di lipidi, ma soprattutto quello di cheratina.
Dico soprattutto perché, oltre ad essere il componente piú abbondante, la cheratina è anche quello piú difficilmente sostituibile.

I danni possono essere di tipo ambientale (ossidazione da parte dei raggi UV), di tipo termico (esposizione a T elevate, anche con phon e piastre), di tipo meccanico (spazzolate violente, acconciature tirate, strappi, etc) e chimico (prodotti per la colorazione, per la texturizzazione, per lo styling, per il lavaggio, eccesso di alcool, prodotti a pH alto*, etc).
Quando bagnato, il capello è nel suo stato piú fragile, quindi attenzione quando li pettinate.
Va da sé che capelli piú lunghi, anche se non trattati, esposti per piú anni a tutto ció, abbiano un grado di danno interno maggiore della ricrescita.
Quelli trattati, ovviamente, saranno in linea di principio piú danneggiati.

Immaginate catene e catene, lunghissime e tutte affiancate, che con il tempo perdono qualche anello, qualche pezzo, sempre piú consistente.
Ad un certo punto, queste catene non saranno piú in grado di tenere un peso, per esempio, e si spezzeranno sempre di piú.
Ecco, le catene di cheratina "perdono pezzi". E se la struttura interna presenta dei buchi come un formaggio Emmental, si capisce che anche una leggera forza applicata sará in grado spezzare il capello. O di farlo separare in due o piú parti (doppie punte, siete voi?)

In piú, immaginate di trattare chimicamente o termicamente un capello giá danneggiato, in cui le cuticole siano soprattutto compromesse: è chiaro che il danno diventa pure maggiore. Sarebbe come accendere un fuoco su un ciocco giá sbruciacchiato, rispetto a mettere fuoco su un ciocco di legno fresco: il primo prende fuoco e si consuma molto piú in fretta perché non ha piú nessun strato protettivo a difenderlo!


LIMITARE / PREVENIRE I DANNI

Specie se i capelli sono giá danneggiati, è importantissimo usare dei protettori per limitarne il peggioramento.
Se sono sani, idem. Per prevenirne il deterioramento.

  1. Thermal protectants: prodotti da applicare sui capelli lavati, prima di procedere all'asciugatura, specie con piastre e strumenti caldi in genere. Contengono per lo piú polimeri sintetici (come i siliconi) che schermano il capello dal contatto con l'eccessiva temperatura che li "friggerebbe", ma consentono comunque la messa in piega data dalla plasticitá del capello ad alte temperature.
  2. Oli e lubrificanti meccanici: rendono liscia la superficie del capello, per prevenire il danno meccanico, da sfregamento, spazzolamento, etc. Particolarmente utili se si hanno capelli molto crespi che tendono ad annodarsi facilmente. 
  3. Protettivi UV: importantissimi, specie in caso di capelli giá deboli e danneggiati. Cosí come per la pelle (che in piú ha dei meccanismi di riparazione, essendo un organo vivo), il danno da ossidazione da parte degli UV è impercettibile ma costantemente presente. La presenza di antiossidanti ed eventualmente schermi solari nei prodotti per capelli è di grande aiuto per prevenire i danni ma anche per capelli colorati che tendono a perdere il pigmento.
  4. BUONI PRODOTTI: questo vale in generale. Dallo shampoo allo spray secco che usiamo, ogni prodotto dovrebbe essere delicato sul capello. Particolarmente se il capello è giá danneggiato, evitare prodotti per lo styling che creino build-up o ad alto contenuto di alcool è importantissimo. Chi tiene alla salute del capello sa che investire in prodotti specifici fa la differenza.
Quello che vorrei aggiungere qui è che, cosí come in farmacologia non è importante solo il principio attivo, ma anche gli eccipienti che lo mantengono attivo e il mezzo di somministrazione, anche quando si tratta di skincare, haircare, makeup, etc.. ogni prodotto non puó essere valutato dal singolo ingrediente, ma la performance sará data dalla combinazione di tutti.
Quindi, se io per esempio metto i migliori antiossidanti e protettori in una soluzione di sola acqua fresca, questa, applicata sulle mie chiome, fará probabilmente poco e niente. Anzi, probabilmente gli ingredienti stessi andranno a male e perderanno efficacia.
Se questi ingredienti li sospendo invece in una soluzione di, boh, acqua+glicerina+polimeri non volatili, e poi ne testo l'efficacia, vedró che gli ingredienti sono stabili e rimangono sulla superficie del mio capello, dove voglio che stiano se voglio protezione dall'ambiente esterno, fino al prossimo shampoo.

Questo per introdurre l'argomento "siliconi" che arriva piú in lá :)


CORREGGERE I DANNI

Prima di tutto: come si riconoscono i capelli danneggiati?
Sono quelli secchi?
No!
O meglio, i capelli danneggiati appaiono e sono effettivamente secchi, ma i capelli secchi non sono necessariamente danneggiati.
I capelli sono secchi, per logica, quando perdono acqua. Come ho scritto sopra, il capello sano ha mediamente un 10-15% di acqua al suo interno, che ne influenza la morbidezza, lucentezza, maneggevolezza, ecc. L'acqua è trattenuta all'interno da uno strato idrolipidico naturale (acidi grassi, trigliceridi, colesterolo, ceramidi) che ne impedisce l'evaporazione nell'ambiente.
Se questa barriera è naturalmente sottile o viene danneggiata, l'acqua si perde.
E cosí come esce puó anche venir riassorbita, ed ecco il crespo che si nota in ambienti umidi!
Come viene danneggiato lo strato idrolipidico?
Un semplice shampoo troppo aggressivo (tensioattivi troppo forti o in combinazione sbagliata), l'uso di calore, l'uso di prodotti per lo styling ad alto contenuto di alcool, sono tutti possibili responsabili.
In generale, capelli molto sani o naturalmente resistenti (come i capelli degli asiatici *_*) sono piú idrofobi e mantengono bilanciati i livelli idrici interni e lontana l'umiditá.
La lubrificazione del fusto del capello da parte degli oli secreti dalla cute è l'altra arma vincente, ma nessuno di noi vuole andare in giro con capelli grassi/sporchi e in generale li laviamo troppo spesso per apprezzarne il contributo!
Oltre ad essere secchi, peró, i capelli secchi (ho detto secchi?), se non trattati, sono tendenzialmente sani: forti, elastici, etc.

Quello che contraddistingue un capello danneggiato è la mancanza di elasticitá: a parte l'evidente secchezza, superficie poco luminosa e ruvida, doppie punte, un indizio di danno della struttura interna e della cheratina è il fatto che l'elasticitá è persa. Se prendete un singolo capello danneggiatoe lo tirate leggermente, si spezzerá oppure si allungherá e non tornerá alla dimensione originale, come gli elastici da cucina vecchi!

È possibile rimediare? Si possono correggere i danni alla cheratina?
Buona notizia: Sí!

Per ripristinare quelle catene che si sono rotte, si puó "somministrare" cheratina dall'esterno.
Come sanno anche i muri, esistono da anni prodotti contenenti cheratina che mirano a ricostruire la struttura del capello.
Ora, il punto da tener ben presente è questo: non tutte le cheratine sono uguali!
Cheratina è un nome un po' generico di una famiglia di diverse proteine: a seconda delle caratteristiche chimico-fisiche, le cheratine hanno diverse proprietá.
La cheratina forma le nostre unghie, ma anche le squame dei pesci: eppure non è la stessa identica molecola!
Ecco perché è importante che quella che usiamo sia compatibile con la cheratina del capello umano.
Proteine della soia, del grano, etc non sono, per ovvie ragioni, indicate.
Perché venga assorbita ed integrata, la cheratina deve essere simile a quella del capello: stessa composizione chimica (quantitá e sequenza degli amino acidi).
Ecco perché certi prodotti, contenenti ingredienti e tecnologie ben precisi, costano di piú, ma sono anche piú efficaci.
E purtroppo non sono quelli che si trovano al supermercato.
Per un trattamento di sicura efficacia, è praticamente obbligatorio rivolgersi ai marchi da salone.

Non mi dilungo sulla parte piú tecnica dei prodotti di cui mi occupo io (se volete sapere che cheratina usiamo noi, chiedete pure, ovviamente), ma volevo giusto far capire come mai uno shampoo o un trattamento preso al supermercato per pochi euro, molto difficilmente conterrá una formulazione rinforzante o ricostituente nel senso stretto del termine.

Quelli che si possono trovare piú facilmente nella grande distribuzione sono i trattamenti condizionanti e/o idratanti.


MASCHERE IDRATANTI

Trattamenti o maschere, chiamateli come volete. Sono quei prodotti che cerchiamo spesso e volentieri per domare le chiome, renderle lucenti e morbide e piú maneggevoli.
Sono solitamente, o dovrebbero essere, a base di sostanze umettanti (che trattengono l'acqua) e di oli naturali o minerali, a seconda delle necessitá e delle preferenze.
Devono cioé agire all'interno per ripristinare quella % di lipidi che conferisce flessibilitá al capello, ma soprattutto all'esterno per dare un aspetto piú sano al capello, una migliore pettinabilitá e resistenza alla frizione e una migliore protezione dall'umiditá.
Io sono una grande fan di due oli in particolare: olio di cocco e olio di avocado.
Entrambi sono abbastanza "piccoli" da penetrare nella fibra capillare, dando effettivo nutrimento.
Oli di argan, di mandorle, di semi di lino, di jojoba, etc sono invece utili per l'esterno. Ovviamente sono da usare solo sulle lunghezze e con criterio, altrimenti appesantiscono tutto.

In caso di capello molto danneggiato (e secco come conseguenza), sono molto utili anche prodotti a base di oli minerali, le paraffine. Queste non sono in grado di penetrare il capello ma rimangono in superficie, svolgendo una funzione protettiva anti-disidratazione e lubrificante, oltre che come veicolo per sostanze funzionali (tornando al discorso dei principi attivi e di come li vogliamo veicolare perché siano efficaci).
Sulla questione sicurezza, non mi dilungo perché potrei arrabbiarmi! :D
Ripeto quello che dissi due anni fa nel post pippone #1: le paraffine per uso cosmetico sono prive di impurezze e sono quanto di piú "pulito"si possa applicare sul proprio corpo, al contrario di oli per uso alimentare, per esempio.
Inoltre parliamo di prodotti, di nuovo, opportunamente formulati e da applicare sulle lunghezze, non sulla cute, quindi anche il rischio cute grassa o asfittica risulta inesistente.
Ah, e i capelli non soffocano, per il semplice fatto che i capelli non respirano! :)

Chiudo questo paragrafo, ricapitolando quanto detto finora: un conto è il capello danneggiato, che ha bisogno di ricostruzione, e un conto è il capello secco, che ha bisogno di idratazione.
  • prodotti a base di aminoacidi, peptidi e cheratina per la ricostruzione di capelli danneggiati, specie se indeboliti da trattamenti chimici di una certa importanza (decolorazioni, permanenti, stiraggio) o uso ripetuto di calore; 
  • prodotti a base di umettanti e oli per l'idratazione dei capelli secchi.
Ho sentito troppe volte persone con capelli rovinati da processi chimici, dire di aver rimediato al problema grazie a maschere idratanti! Ecco, in realtá si tratta solo della secchezza, ma la forza del capello non è stata ripristinata.
E quando sento che quello l'ha consigliato il parrucchiere, mi sale il sangue al cervello: quello che io faccio ogni giorno è occuparmi proprio dell'istruzione dei professionisti nel riconoscere quale sia il problema del capello e quali siano i prodotti adatti a risolverlo.

A volte, il prodotto in questione puó essere pure piú "vuoto"e non avere nemmeno ingredienti idratanti e nutrienti, ma solo condizionanti, che agiscono sulla superficie del capello rendendolo liscio e lucente. La percezione del cliente è che il capello sia piú bello e piú sano, ma si tratta solo di un effetto cosmetico: un po' come usare una crema viso con ingredienti e tecnologie anti-age o usare un primer lisciante e illuminante. La prima agisce all'interno e non dá effetto immediato, il secondo dá la sensazione di una pelle sana e giovane, ma l'effetto dura solo fino alla rimozione del prodotto.



Quali sono altri ingredienti da ricercare per la salute generale dei capelli?

Come detto piú su, sulla faccia piú esterna delle cuticole, immediatamente esposto all'ambiente, troviamo uno strato di piccoli fanti, la primissima linea di difesa del capello: gli acidi grassi.
Questi hanno, come detto, il compito di rendere il capello idrofobo e le cuticole ben adese, contribuendo pure alla lucentezza del capello.
Ovviamente sono anche i primi caduti sul lavoro, quindi reintegrarli è sempre una buona idea.
In particolare, troviamo gli Omega 3 e gli Omega 6, come l'acido linoleico e quello α-linolenico, in questi oli vegetali (tra parentesi i nomi ufficiali che troviamo in INCI)

  • Olio di semi di lino (Linum Usatissimum)
  • Olio di girasole (Helianthus Annuus)
  • Olio di borragine (Borrago Officinalis)
  • Olio di primula notturna (Evening Primrose)
  • Olio di cocco e di babassu (Coconut e Babassu Oil)
  • Olio di avocado (Persea Gratissima)
  • Olio di argan (Argania Spinosa)
  • Olio di oliva (Olea Europaea)
  • Olio di canapa (Cannabis Sativa)
  • Olio di camelina (Camelina Sativa)

...e probabilmente molti altri! :) Trovare questi ingredienti in shampoo, balsamo, trattamenti e prodotti per lo styling è sempre in qualche modo benefico per il capello.
La differenza e la preferenza di uno o l'altro sta nelle caratteristiche chimico-fisiche dei singoli oli, che ne determinano la consistenza e "assorbibilitá" sul capello: alcuni penetrano, altri meno, altri per niente.
Come spiegavo, spesso perché un prodotto o un suo componente sia disponibile all'assorbimento, va veicolato con altri eccipienti, piuttosto che applicato puro, anche perché la pesantezza sul capello di alcuni di loro sarebbe notevole!


SILICONI

Veniamo al punto, tanto ci stiamo pensando tutti! :)
Siliconi sí o no?
Mi ripeto brevemente: ci sono siliconi e siliconi, e ci sono capelli e capelli.
Dire che i capelli non necessitano di siliconi (o che addirittura ne vengono danneggiati!) è una generalizzazione e scorrettezza che è andata e ancora va molto di moda condividere.

Cerco di fare chiarezza: prima di tutto, chi sono e cosa fanno i siliconi?
Il nome silicone (o silossano) è il nome generico di composti di silicio e ossigeno e indica una famiglia enoooorme di molecole e polimeri, sintetici e totalmente inerti.
Ripeto: INERTI. Questo vuol dire che non reagiscono, non penetrano né nella pelle né nel capello, non fanno una mazza se non stare lí dove li metti.
E perché dovremmo aver bisogno di una cosa inerte che sta lí dove la metti?
Dopo le pippe di cui sopra, dovrebbe essere logico capire il loro largo uso in medicina e cosmesi (e industria alimentare): sono degli eccellenti veicoli per principi attivi!
Tornando all'esempio degli antiossidanti e della loro protezione dal danno ossidativo da UV o dei termoprotettori contro il danno da calore, se non li si potesse applicare in modo efficace sulla superficie del capello, sarebbero del tutto inutili. Il silicone fornisce "il letto" su cui questi e molto altri ingredienti possono adagiarsi ed agire, se vogliamo parlare in termini spicci.
O altri ingredienti possano restare a contatto con la superficie del capello il tempo necessario perché il capello stesso possa assorbirli, senza che assorba il silicone-veicolo. Pensate ai cerotti come quelli anticoncezionali o alla nicotina e alla penetrazione del principio attivo grazie all'applicazione prolungata sulla pelle. Ecco, lo stesso!
Un'altra importantissima funzione è quella di proteggere le chiome dallo stress meccanico: quando il capello è naturalmente crespo, specie se riccio e fragile, o danneggiato e quindi mancante della protezione dello strato di cuticole sane, lo sfregamento, lo spazzolamento, la manipolazione dei capelli è deleterio. Oltre a rendere la superficie del capello piú liscia al tatto e lucente (mimando quello che farebbero i nostri naturali oli superficiali), il silicone riduce quindi l'attrito e la rottura del capello fragile. Case cosmetiche serie testano appositamente questo aspetto tramite macchinari scientifici e potete leggere i claim: riduzione della rottura fino all'X %.
Last but not least, il noto effetto cosmetico dei siliconi è quello di rendere un capello stressato piú bello: ne migliora lucentezza, morbidezza e maneggevolezza in fase di styling, ne riduce il crespo, etc.

Ora, qual è l'aspetto importante da tener presente, sempre tenendo conto della salute del capello?
Chiarito che tutti i siliconi sono inerti e sicuri per i capelli, quali sono le differenze tra quelli in commercio in shampoo, balsami e prodotti leave-in e styling?
Principalmente due: la volatilitá e la solubilitá.
La volatilitá ne determina l'effetto bagnato o asciutto dopo l'applicazione. A seconda dell'effetto desiderato, esistono quindi diverse possibilitá.
L'aspetto che mi preme di piú sottolineare è il secondo: perché i siliconi siano benefici per il capello, ma non si accumulino sullo stesso con l'uso (build-up), causando opacitá e pesantezza che possono anche spezzare i capelli fragili, è necessario che si scelgano siliconi solubili in acqua o con un classico shampoo.
Tra quelli solubili anche solo con acqua troviamo polimeri quaternari (dal nome -Quaternium-qualcosa, ma non solo), a carica positiva e quindi solubili in acqua e siliconi "polarizzati" dal legame con il polyetilenglycole (dal nome PEG-qualcosa) o con zuccheri: c'è quindi un continuo ciclo di "deposizione - rimozione" del prodotto sulla superficie del capello e mai un accumulo. La differenza sta anche nella quantitá, oltre che nella qualitá, del silicone in formulazione.
Se questi polimeri sono poco solubili e non si utilizzano shampoo classici, ma, ad esempio, co-wash molto poveri di detergenti o metodi alternativi, si rischia che essi si accumulino sul capello e lo appesantiscano (di nuovo, non dico "asfissiare", come a volte si legge, perché non ha alcun senso). L'effetto è peró quello di una zavorra sul capello, che risulterá piatto e, se fragile, ne risentirá, spezzandosi, sul lungo periodo. Inoltre, se si procede a colorare i capelli, la presenza di questi composti ne influenzerá negativamente la resa!
Fortunatamente, i formulatori sono sempre piú attenti a questi aspetti e ormai esistono tantissimi ottimi siliconi sul mercato.

Ma a chi servono i siliconi e a chi no? Si puó vivere di soli shampoo e balsami senza siliconi?
Ovviamente sí!
C'é chi si trova benissimo!
Se i capelli sono naturalmente forti e sani, non trattati e non esposti a danni termici, meccanici e chimici, ci si puó trovare benissimo con prodotti base a formulazione priva di siliconi, fino a quelli completamente naturali fatti in casa.
La presenza di antiossidanti naturali puó aiutare contro l'inevitabile danno ambientale da UV.
Se peró si trattano i capelli o si ha in generale uno stato danneggiato degli stessi, per i benefici descritti piú in alto di protezione e cura, direi che è consigliabile affidarsi alle nuove tecnologie per limitare e rimediare ai danni.
Capelli danneggiati purtroppo non si riprendono con il solo uso di oli e idratanti naturali.
Dal mio punto di vista personale e professionale, se si decide di cambiare colore e texture dei capelli o se si è abituati a fare spesso pieghe e uso di ferri, si dovrebbe in linea di massima anche accettare l'utilizzo di prodotti specifici a composizione almeno in parte sintetica, per prendersene cura. E senza paura, aggiungerei!


E bon, mi fermo qui per ora, perché mi sembra che ci siano giá tremila spunti di discussione, se volete lasciare un commento.
Ma parlo in un secondo post dei colori professionali, se anche quello vi interessa. :)

Vi sbaciucchio,
alla prossima



NB. Durante tutto il post, ho descritto fenomeni noti nell'ambiente e ingredienti efficaci e/o comuni, tenendomi sul generico e quindi non nominando nessun prodotto in particolare, ma se siete interessate a sapere piú in dettaglio cosa consiglio per ogni tipologia di capello (capello secco, capello danneggiato, capello colorato e danneggiato, capello fine senza corpo e volume, capello riccio), ovviamente del marchio che conosco meglio, chiedetemi pure.

* (non sapevo dove inserire questo paragrafetto)
Perché parlo di pH?
Le cuticole reagiscono al pH dei prodotti e dell'acqua aprendosi o chiudendosi. Questo è un fenomeno utile per esempio in caso di colorazione permanente del capello, ma per quanto riguarda la sua cura, è importante limitare l'apertura delle cuticole, per evitare perdita di acqua e in generale il danno al capello.
Prodotti texturizzanti ad alto pH, grazie all'effetto descritto, danno l'effetto capelli da spiaggia fino all'effetto "backcombed"/cotonato, ma dovrebbero essere usati il meno possibile.
Prodotti per la cura dei capelli, e in particolare quelli da applicare sulle lunghezze (quindi esclusi gli shampoo) possono avere pH leggermente acido ed aiutare cosí la chiusura delle cuticole, una migliore lucentezza e pettinabilitá (l'effetto del risciacquo con l'aceto delle nonne, in pratica ;) )
Alcuni marchi indicano specificatamente in etichetta il pH del prodotto.

mercoledì 27 aprile 2016

Diary of a Curly Head - Come curo e mantengo i miei boccoli (con video)

Lo so e lo ammetto: sono fortunata perché Madreh Naturah mi ha dotata di una testa di capelli folti, forti, spessi e naturalmente ricci.
Tutto ció potrebbe essere non desiderabile per qualcuno, ma per me rappresenta una fortuna, in quanto la mia pigrizia cronica mi impredirebbe di prestare cure particolari in caso di capelli poco voluminosi, sottili o piatti.
Fino a qualche tempo fa infatti la mia haircare routine si limitava ad un bel lavaggio shampoo+conditioner, una spuma a caso del supermercato ed una rapida asciugatura con il phon e il diffusore.
Le cose sono cambiate poco, i passaggi sono piú o meno identici, ma ció che è cambiato è la mia conoscenza della faccenda.

UN PO' DI SCIENZA

Da quando sono diventata una International Educator per JOICO, ho dovuto imparare quasi da zero cosa il capello vuole, come capirlo, quali prodotti sono piú adatti e che tipo di "tools" usare per mantenere, controllare o enfatizzare alcune caratteristiche.

In particolare, e qui potrei sembrare un disco registrato di ció che insegno durante i training sui nostri prodotti, i ricci hanno esigenze particolari, diverse da quelle degli altri capelli.

Prima di tutto, come sa davvero tutto il mondo, il capello riccio è un capello secco. Al 99%, non troverete una persona riccia naturale che abbia anche capelli grassi. La cute puó ovviamente essere  grassa, ma gli oli secreti dalla cute non arrivano mai a lubrificare e proteggere dalla disidratazione tutta la fibra capillare, se questa si presenta in forma di spirale, soprattutto quando le chiome sono lunghe. Va da sé che i capelli lisci, data appunto la facilitá di diffusione del sebo su una superficie dritta, possono diventare grassi piú facilmente.
Questo é anche il motivo per cui noi riccioloni non amiamo tanto fare shampoo frequenti, che sono poco necessari e spesso ci donano teste leonine difficilmente domabili, perché ci tolgono quel minimo di oli che abbiamo e di cui tanto abbiamo bisogno, facendo spazio all'odiato crespo.
FACT: i ricci sono sempre piú belli il giorno dopo lo shampoo, quando si assestano.

Una cosa che non tutti sanno, e che io ho scoperto frugando nella lettereatura scientifica, è che la struttura interna di un capello riccio, cioé la disposizione spaziale delle catene di cheratina, è diversa rispetto a quella di  un capello liscio: nel primo caso i filamenti intermedi (gruppi di 32 catene cheratiniche) sono disposti in eliche, in struttre flessibili e piú "slegate", mentre nel secondo caso sono disposti parallelamente, piú strettamente legati e impaccati. Questo fa sí che i capelli ricci siano naturalmente piú fragili e sensibili alle forze applicate (con rischio di rottura), al calore, allo stress chimico e ossidativo, etc. Inoltre perdono e riassorbono piú facilmente l'acqua, quindi ecco il crespo!

La terza notizia, nota a tutti, è che il riccio, per le caratteristiche di cui sopra, è particolarmente volubile: basta un filo di umido in piú per farci elettrizzare, o un tocco di troppo di balsamo per appiattire le radici e darci l'aspetto di un cocker spaniel. Insomma, siamo sempre alla ricerca del sacro graal che mantenga il capello in piega per piú di 10 minuti dopo lo styling.
I prodotti per lo styling ovviamente fanno la differenza: a parte la scelta ovvia di utilizzare prodotti idratanti, fino a oli puri, sulle lunghezze, un buon prodotto volumizzante, disciplinante e che dia definizione, in forma di latte, di schiuma o di crema, è un must.

Ora, dopo tutta questa digressione, cosa faccio io in pratica?
Beh, partiamo dalle basi:


  • il lavaggio

Il momento del lavaggio non dev'essere piú temuto né programmato in anticipo a seconda degli appuntamenti (tipo "devo essere carina domani pomeriggio, me li lavo stasera o mai piú").
Quello che serve sapere è che lo shampoo non è il nemico, e non deve necessariamente stripparci di tutti i nostri oli naturali: basta sceglierne uno a basso contenuto di tensioattivi, meglio se gentili.
Senza entrare troppo nel dettaglio, meglio il Sodium Laureth Sulfate rispetto al Sodium Lauryl Sulfate, ad esempio, ma non è solo la qualitá del tensioattivo, ma anche la combinazione con altri tensioattivi o altri ingredienti nel prodotto (in primis la betaina, che ne tampona l'azione sgrassante e lo rende quindi piú delicato.). Tensioattivi molto utilizzati e consigliati sono quelli di origine vegetale come il coco glucoside, il decyl glucoside, etc.
Il lavaggio deve concentrarsi sulla cute, dove il sebo e il build-up di prodotti sono piú massicci, mentre le lunghezze devono essere massaggiate e mai strofinate, per non disturbare la naturale disposizione delle cuticole, specie se i capelli sono anche danneggiati.
Per questo è particolarmente importante che i prodotti che si utilizzano sui capelli (dallo shampoo ai prodotti di styling) siano formulati con ingredienti, compresi i siliconi, idro- o shampoo-solubili. In questo modo ogni lavaggio rimuove i vecchi strati e non si incorre mai nel build-up sul capello, causa a lungo andare di pesantezza e rottura della fibra.

Dopo lo shampoo, ovviamente si ricorre al conditioner, che restituisce quegli elementi idratanti, ammorbidenti e lucidanti alla fibra capillare, aiutando a districare e disciplinare i capelli. Ovviamente anche in questo caso la scelta degli ingredienti deve essere adeguata: oli che si assorbono nella fibra capillare, come quelli di cocco, di babassu, di avocado, etc, restituiranno morbidezza ed elasticitá, mentre quelli che restano piú in superficie, come semi di lino, jojoba, argan, etc, daranno lucentezza e pettinabilitá.
Il pH é molto importante (non tutti i brand lo indicano nei loro prodotti!): ricordando che il balsamo va applicato sulle lunghezze e non sulla cute, puó permettersi un pH piú basso (acido) rispetto a quello della cute, cosa che aiuterá la chiusura delle cuticole, la lucentezza e la setositá.
Piú districati e "slippery" i capelli, meno nodi e probabilitá di rottura in fase di acconciatura si avranno.
In questa categoria vanno anche i balsami senza risciacquo, per chi ha capelli particolarmente grossi, secchi e indisciplinati, e le maschere.

Altra dritta: il co-wash.
Anziché usare shampoo per eliminare gli oli e poi il conditioner per ripristinarli, certi tipi di capello beneficiano di questo tipo di lavaggio che sfrutta un fenomeno completamente diverso per pulire le chiome in modo extra-soft.
Pratica nata nella comunitá caraibica e diffusasi negli ultimi anni in America e parzialmente in Europa, Co-wash sta per "conditioner-only wash", cioé lavaggio con il solo balsamo.
Ne avevo giá parlato nel mio post pippone (link), ma ai tempi le mie conoscenze tricologiche erano ancora limitate a ció che trovavo online e avevo scritto qualche scorrettezza.
Ma andiamo con ordine.
Come dovrebbe funzionare un balsamo nel pulire i capelli?
Beh, prima di tutto, è necessario ricordare un principio base in chimica, e cioé che "similia similibus solvuntur", "simile scioglie simile". I balsami sono formulazioni a base per lo piú grassa, oleosa, per la loro capacitá di nutrire e ammorbidire i capelli. E quello che noi dobbiamo lavare via dalla cute non è altro che grasso, il sebo che la nostra pelle produce, misto a smog, sudore, prodotti per capelli, etc.
È quindi facile capire come un prodotto oleoso possa dissolvere gli oli della cute per affinita', grazie ad un massaggio della stessa per qualche minuto.
Quello che non è necessariamente noto è che anche i balsami contengono tensioattivi, benché in minima parte: non sono prodotti schiumogeni, ma i tensioattivi sono necessari affinché il prodotto venga portato via in fase di risciacquo, altrimenti se ne starebbe bello attaccato ai capelli (l'acqua e gli oli non sono miscibili se non in presenza, appunto, di tensioattivi).
Ecco perché lavare i capelli con un balsamo è fattibile e benefico per quei tipi di capello che necessitano di limitare la perdita di oli naturali e preferiscono l'effetto "del giorno dopo" sulla propria testa.
Quando dó training su questa linea, di solito il pubblico capisce bene l'esempio dello struccante e qui nella nostra comunity è piú calzante che mai: cosí come possiamo scegliere di pulire la pelle con un sapone schiumogeno, eliminando lo sporco ma anche il naturale film lipidico della pelle, e poi applicare un forte idratante per restituire gli oli alla pelle, oppure con un prodotto oleoso (come i cleansing balms, o i bifasici) per rimuovere per affinitá il makeup e lo sporco, senza disturbare troppo gli oli naturali della pelle (caso in cui la sensazione sará di una pelle meno secca e il successivo idratante potrebbe essere superfuo), allo stesso modo, per i capelli, la scelta è tra il classico shampoo+balsamo e il co-wash, a seconda delle esigenze e il finish desiderato.

Ovviamente anche per i co-wash gli ingredienti sono importanti: i siliconi sono concessi, a patto che siano, ripeto, idro- o shampoo-solubili, altrimenti, se applicati sulla cute, saranno difficili da rimuovere e daranno accumulo nel tempo.
Balsami senza siliconi, come indicavo nel mio post precedente, sono un'altra buona scelta, in caso di dubbio.
Ci sono ormai sul mercato prodotti appositi per il co-wash, come quello che utilizzo io, disegnati appositamente per questo uso e quindi perfettamente compatibili con questo uso "alternativo".

Vi lascio il video su come si usa correttamente il nostro co-wash (makeup sulla modella by me :) )




  • l'asciugatura e lo styling

Dopo il lavaggio, una cosa che ho imparato nella mia vita da riccia e di cui ho avuto conferma sul lavoro, è che i capelli ricci vanno asciugati quasi immediatamente oppure mai!
Nel senso che o li si fa asciugare all'aria oppure bisogna procedere con i prodotti e il phon senza far evaporare troppo l'acqua. In poche parole, devono essere saturi.
Se gli si dá il tempo di asciugarsi a metá, e poi si procede con prodotti e asciugatura, l'effetto Maga Magó è assicurato.
Per questo motivo, meglio tamponare e strizzare l'eccesso di acqua con un asciugamano (meglio se morbido e non di fibre sintetiche) e procedere con i prodotti per lo styling: latte, balsami leave-in, creme disciplinanti, schiume, cere, fate voi. Applicarli su tutta la lunghezza ed incoraggiare la formazione del riccio, strizzando i capelli con un movimento a "chela di granchio" (questa la traduco letteralmente dall'inglese e viene proprio male! :P ) e procedere con il phon+diffusore a velocitá media, dal basso verso l'alto, senza muovere troppo le radici per non creare il crespo.

> Momento autopromozionale:
questo è il video che ho girato come educator/modella/truccatrice/copywriter per JOICO e faccio vedere in pratica quello che ho appena scritto. Abbiate pietá, ero imbarazzatissima e per fortuna il team di montaggio è stato bravissimo ed è riucito a tagliare solo le parti in cui sembro semi-seria.



Quello che vedete in video è esattamente quello che faccio anche a casa, con due prodotti che amo moltissimo: CURL Perfected Curl Correcting Milk, un latte idratante e disciplinante, saturante e riequilibrante del pH, da applicare da solo o insieme agli altri prodotti, che tiene a bada il crespo e dona definizione in modo leggerissimo, e CURL Controlling Anti-frizz Styler, una crema disciplinante anti crespo, che definisce i boccoli uno per uno ma resta leggera  e impercettibile sui capelli, cosa che io preferisco.
L'altro styler della linea è invece una spuma-cera, CURL Defining Contouring Foam-wax che dona luciditá e una definizione piú ferma e controllata, per capelli piú ribelli ed elettrici dei miei. La uso in alternativa alla crema, quando voglio boccoli piú "tenuti insieme", meno selvatici. :)

In ogni caso, tutta la linea CURL è studiata tenendo in mente quei tre punti che ho descritto piú su: necessitá di idratazione/oli, necessitá di rinforzare la fibra capillare, necessitá di definire e proteggere dall'umiditá.
Contengono una tecnologia specifica che non sto qui a spiegare, che mira esattamente a rispondere a queste tre esigenze e posso dire per esperienza che la definizione che ottengo usando questa linea non l'avevo mai avuta. Inoltre la resistenza all'umiditá è elevatissima (2-3 giorni), contando che io vado in palestra 4 gg su 7 e non sempre lavo i capelli subito dopo il workout.

L'ultimo prodotto che dovete conoscere se siete curly heads è il CURL Refreshed Reanimating Mist, uno spray ravvivante, con cui bagno e riattivo i boccoli tra uno shampoo e l'altro, perché farlo con l'acqua del rubinetto è LA MORTE, e qui ogni riccia capirá! L'acqua ti affloscia e opacizza i capelli come poche altre cose.

Se volete leggere di piú, questo è il sito dedicato alla linea intera, che per la maggior parte ho scritto io (momento orgoglio level 1000)

PS> i nostri prodotti purtroppo (o per fortuna) non sono venduti nella grande distribuzione, ma sono salon exclusive, quindi li potete acquistare solo nei saloni che rivendono il marchio. Alcuni rivenditori inglesi hanno anche degli store online, quindi magari tenete d'occhio l'etere se vi interessa provarli.
E se avete dubbi sull'utilizzo di alcuni, chiedetemi pure! È il mio lavoro! :)




*DISCLAIMER: ci tengo a precisare che il marchio per cui lavoro non mi paga per scrivere bene dei prodotti e non sa nemmeno dell'esistenza del mio blog (spero! :P ). Semplicemente, come per qualsiasi altro prodotto recensito in questo blog, sono felice quanto mi trovo bene con qualche prodotto makeup/skincare/bodycare/haircare e mi sembrava utile condividere le mie trovate con voi!

E niente, questo è quello che so e che ho imparato sui capelli ricci e come io tengo a bada i miei.
Le idee che avevo prima, specie riguardo ai siliconi in haircare e skincare, sono molto cambiate.
Non sono mai stata una eco-talebana e l'ho sempre detto abbastanza chiaramente attirandomi qualche attacco con il post pippone, ma ammetto di essere anche io caduta nella convinzione che naturale=meglio per i capelli, prima di essere adeguatamente informata, come chimica e farmacista prima di tutto, come professionista del settore poi, sui reali effetti di certi ingredienti.
Quindi, ecco, sui siliconi devo scrivere un capitolo a parte e quello richiederá un altro po' di tempo.

Spero per ora di aver dato qualche spunto e qualche dritta per chi ancora cerca di capire come trattare questo tipo particolare di capello.
Non dico che noi abbiamo i prodotti migliori (cioé, sí! :P ) ma vi dico che su di me e su diverse altre persone a me vicine funzionano da dyo!

Un bacio dalla logorroica


martedì 9 settembre 2014

TAG: Come curo i miei capelli

Questo tag gira da un pochino, ma solo dopo averlo visto dalla mia beloved Silvia, ho deciso che boh, forse, ma anche no, vediamo, dai, avrei qualcosa da dire anche io.


1. Di che colore sono i tuoi capelli?
Castano molto scuro, livello 2 nella Hair Level. Non hanno riflessi particolari.


2. Come sono?
Lunghi (metà schiena), al momento, e tendenzialmente normali/secchi, con cute più grassa.
Grossi, forti e folti!
Sono naturalmente ricci "poco convinti", come dico io: ho il boccolo abbastanza largo, da aiutare nella piega.


3. Quante volte alla settimana li lavi?
Cerco di lavarli solo 2 volte alla settimana, quando li inzozzo terribilmente in palestra. In genere mi rimangono abbastanza puliti per 3/4 giorni, in ogni caso...
 
4. Fai un impacco pre shampoo?
Raramente, con oli naturali (jojoba, cocco).

5. Con cosa li lavi?
Ah, bella domanda. Cambio di continuo e il mio shampoo del cuore è sparito dagli scaffali lasciando un vuoto dentro me!
Attualmente uso uno shampoo per capelli crespi della DOP, ma non è un granché. In ogni caso, scelgo shampoo senza siliconi, anche da supermercato, perché ho notato che mantengono la mia cute pulita più a lungo (se ne parlò nel post pippone, remember?)

 
6. Usi il balsamo?
Certo! L'unico modo per pettinare la mia massa leonina è quella di distribuire qualche condizionante dopo il lavaggio.
Uso balsami senza siliconi (Splend'Or) quando faccio il co-wash oppure con qualche silicone, quando voglio un effetto più "da salone". E comunque mai sulla cute, per non sporcarla.

 
7. Pettini i capelli in doccia, da bagnati?
Yep, con il balsamo e di nuovo prima di mettere la spuma e asciugarli. 

8. Usi una maschera a risciacquo? Qual è la tua preferita?
Al momento una della Garnier Fuctis ai 3 oli. 

9. Usi il phon o li lasci asciugare all'aria?
Li posso lasciar asciugare all'aria solo in estate quando c'è quell'aria caldissima che li asciuga in mezz'ora, altrimenti sono a rischio cervicale e smadonnamenti!
Di solito, quindi, phon! 

10. Quali prodotti usi per lo styling?
Spume a tenuta forte. 

11. Quali marchingegni sofisticatissimi usi per lo styling?
Le mani!
Strizzo i boccoli e li raccolgo dentro il diffusore, in modo da asciugare e fissare la forma.
Raramente ho usato dei bigodini per dare delle onde ordinate alla parte superiore della testa e da poco ho scoperto che l'aggeggio piatto per fare lo chignon, da me ribattezzato "il salvaslip", mi lascia una bella piega quando li sciolgo (foto).


12. Qual è la cosa che più detesti dei tuoi capelli?
Che il boccolo sia, appunto, poco convinto e al 2° o 3° giorno dopo il lavaggio abbia ciocche piatte sulla sommità della testa, specie quando i capelli raggiungono una certa lunghezza e risultano troppo pesanti.
 
13. Qual è la cosa che più ti piace dei tuoi capelli?
Il volume, il colore e il fatto che abbiano un bel movimento... sostengo la bellezza del riccio sexy sul liscio, sempre! ;)
 
14. Di norma li tieni sciolti o in elaboratissime acconciature?
Sciolti! Odio avere i capelli tesi in qualsiasi acconciatura e reggo le code per poche ore perchè la mia massa di capelli pesa tanto.
Amo le trecce, ma con la scalatura è difficile tenerle in ordine :(

 
15. Possiedi molti accessori per capelli (cerchietti, elastici, mollettine…)?
Tantissimi!
Cerchietti, elastici e pinzette di qualsiasi colore. Li usavo spessissimo qualche anno fa, ora giacciono perlopiù inutilizzati...

 
16. Pettini i capelli ogni giorno?
Mai! Una volta fisssati con la spuma, non ci passerebbe un pettine.
Posso sciogliere qualche ciocca con le dita, al massimo.

 
17. Assecondi la loro texture naturale o sei in eterna lotta?
Grandissima poltrona, qui.
Non alliscio quasi mai la chioma, mi sta male e mi spacca la zucchina come poche cose al mondo.
Assecondo il riccio e quel che viene fuori lo chiamo "piega al naturale"! ^_^

 
18. Usi prodotti per capelli ogni giorno (lacca, spray fissante, spray illuminante, siero, spuma, oli…) per mantenere la piega?
Quasi mai!
Cerco di ravvivarli passando le dita tra le ciocche o aggiungendo un po' di spuma, ma basta così.
Ora ho un olio siliconico di Joico che gli dona un bel tocco setoso e qualche volta ne aggiungo qualche goccia. 


19. Tingi/hai mai tinto (o decolorato, meshato, hennato) i tuoi capelli?
Niente di drastico: qualche tinta non permanente in casa (rosso, viola, nero blu), di quelle che riflessano soltanto. 
Ho avuto anche i capelli tagliati e colorati per un corso di aggiornamento per parrucchieri (mi avevano pagata 40 euro!) e sono andata in giro per mesi con un taglio cortissimo e una ciocca rosso fuoco che partiva dalla nuca e finiva lunga danti! Horror!

Una sola volta ho fatto invece un trattamento dal parrucchiere: un bellissimo degradé con rame e viola, che però non ho avuto la pazienza di "mantenere".



foto di repertorio con il degradé

Ora ho il mio colore da diversi anni e progetto di colorarli solo se avrò il coraggio di farli verdi, viola e blu pavone sulle punte! ;) Tipo così:

20. Soddisfatta del risultato?
Lo ero, sì.
 
21. Meglio...lunghi o corti?
Adoro i tagli corti, li ammiro sempre un casino! Se i miei fossero lisci, avrei di volta in volta dei bob asimmetrici e dei pixie cut e li acconcerei come la mia amata P!nk!
Avendoli però molto mossi e voluminosi, preferisco tenerli lunghi per domarli meglio.

 
22. Lisci o ricci?
Ripeto, riccio for life! <3 

23. Biondo, Nero, Castano, Rosso o Multicolore?
Amo i capelli scuri: se avessi la pelle adatta, li farei anche neri. E apprezzo alcuni biondi come il platino o il perla, tutti i biondi freddi e nordici.
Inoltre perdo la testa per i rossi naturali *_* Mi fanno venire un'insana voglia di toccarli!
I multicolore sono belli per una foto, ma non trovo donino particolarmente...
Quando sarà ora, avrò i capelli completamente tinti di bianco-azzurrognolo o bianco-perla e il taglio di Miranda Priestley. u_u

24. Ci fai vedere una foto dei tuoi capelli?
Toh!


Beh, ce l'ho fatta!
Quanto è stato inutile leggere queste risposte, da 1 a 10?

Vi saluto con un hairflip!
 

Prince Charming

Baci



domenica 29 giugno 2014

"We are the Samples, my friends" chapter 1

Ciao!
E' da un po' che penso di parlarvi di diversi prodotti che ho testato nei mesi scorsi, grazie ad un vagone di campioncini che ho accumulato.
Siccome alcuni di questi sono stati tanto convincenti da farmi desiderare la full size, ho messo il tutto sotto forma di rubrica che aggiornerò mano a mano, da cui il titolo (da leggere rigorosamente canticchiando la canzone dei Queen).
Avendo tanti amici e colleghi farmacisti, ogni volta che scendo a Cagliari a fare qualche acquisto, mi ritrovo con un bel malloppo di campioncini da provare.
Inoltre la mia bellissima Paola ci tiene a farmi provare alcune cose che lei adora e, grazie alla cara Dott.ssa AlePandra, mi carica pure lei di bustine, per me e per Mauro! :)
Qui vi mostro una minima parte dei campioni, quelli su cui mi sono già potuta fare un'idea e che mi hanno convinta o meno.



Il siero osannato dalla masse mi incuriosiva tantissimo. Un simpatico finto farmacista al corner Kiehl's di Eindhoven mi ha chiesto cosa volessi provare e mi ha fornito alcuni campioncini tra cui questo.
Molto ricco, avrei potuto anche volergli bene col tempo, ma non ho notato nessun miglioramento nel giro di 4-5gg e purtroppo mi irritava la pelle del viso e ho dovuto smettere di usarlo. Buh!
Mi è stato consigliato anche come prodotto da giorno, sotto il trucco, addirittura con l'indicazione "il più amato dai MUA americani". Non so se sia vero, ma questo contorno occhi è FA-VO-LO-SO!
Difficilmente una crema contorno occhi mi colpisce così tanto.
La consistenza è molto densa, e il potere emolliente sul mia zona perioculare è altissimo. Ne basta una quantità infinitesimale e con la bustina da pochi ml, ho fatto ogni applicazione serale e mattutina per almeno due settimane. Il contorno occhi era bello morbido e disteso, a lungo. Decisamente da tenere a mente come prossimo acquisto.
Si sa che io amo l'avocado e il suo olio super nutriente. Anche questo contorno occhi è buonissimo, denso e ricco come il precedente. Ha una consistenza un po' particolare, che pare quasi non spalmabile, ma appena tocca la pelle sotto l'occhio si fissa lì e non si scioglie. Buono, ma il primo amore è stato l'altro.
Super indicata per le pelli secche, che d'inverno si squamano. Mi è piaciuta molto. Comprerei.
L' AMORE. Una crema che fa quello che dice. Riempie!
Questo campioncino, oltre a durarmi un'eternità ed essere comodissimo nel suo packaging di tubetto richiudibile in miniatura (cuuuute!) mi ha salvato la pelle durante l'inverno. Usata come crema notturna, ha mantenuto la pelle sempre rimpolpata e morbida, mai avuto un solo puntino secco sul viso in tutta la stagione, ed è un record. L'effetto finale è quello di minimizzare i segni d'espressione. Da comprare!
Altro tubino, stesso uso della precedente, ma questa mi ha convinta meno. La Rilastil è stata comunque un'ottima scoperta.
Profumo paradisiaco, quello di tutta la linea Prodigeuse Nuxe, ma l'olio come prodotto skincare/haircare non mi convince. Non quanto quello Lierac, mio grande amore. Buono per profumare la pelle o i capelli, ma sul viso proprio non lo sopporterei. Buh!
Il profumo dell'olio, in una comoda crema idratante. Delicata e morbida, ma niente di che. Non comprerò.
Bellissima! Ho provato già diverse bustine e ne ho altre settantordici da aprire (thanks Paola e Ale). Molto nutriente, adatta a pelli secche, ma dal finish bello luminoso e naturale. Se non amassi alla follia la CC Cream Bourjois e non avessi da finire altre creme colorate, la acquisterei. E comunque rimane in mente per il futuro.
Esiste in due colorazioni: Bianco Perla e Peach.
Buono, ne mischio una goccia alla crema idratante o direttamente alla CC Cream per avere quell'effetto glow finto-naturale e un ottimo effetto blur sulle rughette e i pori. Lo uso anche per lavoro e le modelle lo adorano. Personalmente, però, gli preferisco lo Skin Perfector di N°7.
Dopo aver poco apprezzato lo shampoo Ultradelicato, ho ricevuto il campioncino di questo per capelli secchi, più indicato per me, e l'ho provato per 3 lavaggi. Non ho ancora capito se fa per me e non so se lo comprerò. Pian piano sto tornando a shampoo meno naturali, ma più indicati per il mio tipo di capello secco e tendente al crespo.
Cremina da giorno, siliconica, quindi ottima come base trucco, buoni profumo e texture, ma niente di più. Ne uso una goccia dopo la crema idratante, come fosse un primer. Non comprerei la full size.
Come l'altra, la uso sopra la crema da giorno, per dare un tocco setoso alla pelle prima della CC Cream. In particolare, avendo un lieve effetto luminoso e in combinazione con una goccia di crema illuminante N°7, la trovo adattissima a dare un bell'effetto sano alla pelle spenta. L'avete vista qui. Comprerò la full size prima o poi.
Campioncino inviatomi con uno degli ultimi ordini: avevo grandi aspettative, ma mi sembra un semplice primer di puro silicone, leggermente più leggero e fresco. Non trovo che renda la pelle più idratata o ne migliori l'apparenza. Per me è no.
La carinissima commessa di Lush a Torino, dopo avermi fatto provare Maisenza e Angeli a Fior di Pelle sulle mani, e dopo che ho scelto il primo, mi ha comunque fornito dei campioncini del secondo per provarlo più a lungo a casa. Così come due creme idratanti per pelli secche, come da me richiesto.
Angeli a fiori di pelle non mi ha convinta per niente, così come le due creme. Non comprerei.
Su Maisenza, credo di aver esaurito le parole amorose per descriverlo!
Una crema giorno ad azione illuminante, che però non mi ha esaltata particolarmente e che quindi non comprerei.
Non ho conservato la bustina, scema io!
Ma ricordo bene questa crema: BUONISSIMA. Ricca, ottimo trattamento notturno, al mattino la pelle era morbida e rimpolpata.
La corteggio sempre in negozio, ma il prezzo è un po' altino e per ora posso farne a meno. Resta in mente per il futuro.
Sorella della precedente, più leggera. Buona, ma non sorprendente quanto la Supernutriente, per la mia pelle esigente.

Bene, credo di aver trattato tutti i soggetti della (inutile) foto là sopra.
Quando accumulerò nuovi residui e considerazioni, ci sarà il chapter 2.

Vi piace questa rubrica o la trovate inutile?
Non voglio lanciare necessariamente un TAG, ma, da divoratrice di blog, mi piacerebbe sapere se anche voi avete provato/amato/odiato dei sample, e se li avete trovati sufficienti a farvi un'idea o meno del prodotto in prova.
Invito perciò le amiche che hanno un blog, un canale YT o una pagina FB, o semplicemente delle esperienze da raccontare, a parlare dei loro campioncini preferiti, magari adottando il titolo della mia rubrica e facendomelo sapere con un messaggino sulla pagina o un commento qui sotto.
Mi farebbe davvero piacere :)


Un bacione, alla prossima
 

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